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Ascolta "52 - atteggiamento critico del lettore e dell'ascoltatore" su Spreaker.

Nel momento in cui leggiamo un testo, facciamo in qualche modo un’operazione critica – dove critica è da intendersi nella accezione originaria del termine da crino greco che oltre a giudicare significa separare, scegliere, quindi leggendo noi facciamo delle scelte anche inconsce magari sull’interpretazione del testo.

-Noi diamo infatti una nostra lettura quella di qualcun altro sarà diversa sicuramente!

-Potrà essere differente anche la nostra stessa lettura a distanza di tempo…

-…O perché abbiamo conosciuto una persona che ci influenza.

-È necessario che il lettore lasci da parte l’esibizione per mettere avanti il testo: niente di peggio che un atteggiamento narcisistico in cui chi legge è centrato sull’esibizione.

-… Anche se – va detto – il virtuosismo fine a se stesso attrae, ma è un fuoco fatuo. Proprio perché non scalda! Infatti colpisce al momento, ma in assenza dell’ “esibitore” ci si accorge che non ci è rimasto nulla di quello stupore tecnico che ci aveva tanto colpito…

-Questo anche perché l’esibizione fine a se stessa è processata dal cervello più nelle zone appartenenti alla corteccia, sede della razionalità, più che in quelle sub-corticali, come il sistema limbico in cui si generano le emozioni

-Emozioni che hanno anche il ruolo di strutturare e fortificare i ricordi (ci si ricorda di più una cosa che è accaduta – un fenomeno – che ci ha emozionato rispetto un fenomeno che ha colpito la nostra razionalità

-Anche gli ascoltatori dovrebbero cercare di ascoltare la lettura e non il lettore
e anche questo è un atteggiamento critico da parte dell’ascoltatore, che sceglie così di ricevere, (capire, farsi emozionare ecc)

-Così come il rischio che il lettore metta se stesso in primo piano avanti al testo che legge, c’è anche il rischio che l’ascoltatore ascolti appunto il lettore e non la sua lettura, facendosi portare via dalla peculiarità di una voce narrante particolarmente ricca ed espressiva.

-Ricordiamoci che il lettore come anche l’attore è al servizio del testo e non viceversa!

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