skip to Main Content
Come Abituarsi Alla Propria Voce

Oggi affrontiamo un aspetto un po’ psicologico della lettura a voce alta: come abituarsi alla propria voce?

Nella maggior parte dei casi, infatti, la nostra voce non ci risulta piacevole e riascoltarci, soprattutto attraverso un altro dispositivo, ci mette spesso un po’ a disagio.

La nostra voce, così come i tratti somatici che ci caratterizzano, è una parte di noi che esponiamo agli altri e il primo passo per “farci la pace” è quello di iniziare a prendere confidenza con essa.

Ci teniamo a rassicurarti subito: tantissimi che all’inizio odiavano letteralmente la propria voce, hanno imparato ad amarla e addirittura l’hanno poi scelta come strumento del proprio lavoro!

Nel canto si parla di” tessitura” per definire la zona di confort della voce cioè quel range entro cui la voce non fa sforzi, anche se l’estensione vocale può andare ben oltre. Ebbene, anche nel nostro caso possiamo parlare in senso lato di “tessitura della voce parlata” che non ha a che fare con la potenza (come nel canto) ma con l’agio, la confidenza, la corrispondenza con le proprie caratteristiche di base e con il proprio “essere”.

Prendere confidenza con la propria voce

ABITUARSI è prendere confidenza quindi fidarsi del proprio mezzo attraverso l’esercizio dell’auto-ascolto.
Una buon punto di partenza è quindi quello di riascoltare più e più volte la propria voce, cercando di abbandonare i giudizi soggettivi e cercando capire se qualche aspetto oggettivo che non ci è gradito è correggibile.

Facciamo un esempio: pensi che la tua cadenza dialettale risulti fastidiosa?
Per rimediare a questo piccolo “difetto” puoi esercitarti ad eseguire una lettura neutra, o” in piano”, ovvero un tipo di lettura monotona, senza intenzioni, ma ben scandita e molto “sillabata”. Fai attenzione alle doppie, alle vocali troppo chiuse, e alle frasi interrogative.
Per avere un riferimento ti consigliamo inoltre di studiare qualche regola di dizione, partendo per esempio dalla pratica dell’ascolto di bravi attori o doppiatori (noi ti consigliamo ad esempio Patrick Facciolo).

Un ultimo consiglio: non demordere! Ricorda che con la pratica ci si abitua in senso costruttivo alla propria voce e le imperfezioni, (senza diventali maniacali) possono essere corrette con la tecnica!

 

Per approfondire l’argomento ascolta la nostra puntata podcast specifica:

 

×Close search
Cerca
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages